la fotografia di paesaggio e i suoi 10 comandamenti

 I 10 Comandamenti Della Fotografia Di Paesaggio

Ho voluto intitolare il post utilizzando parole che ricordano la sacralità e il divino perchè, in qualche modo, la fotografia di paesaggio qualcosa di sacro ce l’ha.

Quando ci troviamo davanti ad un bellissimo paesaggio con l’intento di fotografarlo dobbiamo sempre ricordarci che, se quello che stiamo vedendo è così bello e maestoso, è  perchè è stato creato per rimanere in tal modo e abbiamo il dovere di non modificarlo o danneggiarlo. Quindi, godiamoci la vista, il momento, la fotografia e rispettiamo l’ambiente che ci circonda.

Detto ciò, ora è meglio passare a qualcosa di più pratico. Il paesaggio non è uno dei soggetti più difficili da fotografare ma, ovviamente, nasconde alcune insidie. Bisogna essere abili perlustratori per trovare lo spot ideale, scattare nelle ore di luce migliori e allenare l’occhio a trovare velocemente una buona composizione senza perdersi nell’immensità del paesaggio.

Un gioco da ragazzi, no?

No, per niente, ma sto per illustrarti quelli che per me sono i “comandamenti” da seguire e che ti aiuteranno a capire come programmare e comporre la tua fotografia di paesaggio, uniti a qualche trucchetto del mestiere.

Una volta che hai fatto tue queste regole, hai bisogno delle capacità tecniche e artistiche, ma non ti preoccupare… Quelle arrivano con il tempo e la pratica. Qualcuno di saggio diceva: “ la pazienza è la virtù dei forti”; il che è assolutamente vero nella fotografia 😉 .

L’obiettivo di questa mini-guida è quello di fornire delle linee guida da seguire ogni volta che ti troverai di fronte ad un panorama meraviglioso, in modo da avere uno schema fisso che ti aiuti a portare la tua fotografia di paesaggio al livello successivo, permettendoti di avere scatti sempre di maggior successo.

Togli tutte le distrazione che ora si parte con la “tavola dei comandamenti” della fotografia di paesaggio.

 

Pianificazione

pianificare la fotografia e programma flessibile

 

1° comandamento: studia la location prima di partire.

Impara tutto quello che puoi sulla tua destinazione prima di essere sul posto, dai punti di vista più interessanti, al posto dove parcheggiare. E’ abbastanza improbabile ottenere fotografie di paesaggio davvero di qualità solamente uscendo e gironzolando qua e là per la location.

É molto semplice risalire ad informazioni quali posizione geografica della location, posizione del sole, condizioni climatiche e tipo di terreno, solamente utilizzando il tuo pc.

Il punto di partenza, in questo caso, è proprio Google Maps. Con il suo servizio di mappe satellitari e grazie alla funzione Street View avrai un’idea immediata di quello che ti circonda e del paesaggio stesso.

Guarda con attenzione le immagini online del posto, in modo da capire cosa ti aspetta una volta arrivato là ed evitando così spiacevoli sorprese.

Ti consiglio di fare questa operazione anche con le località che ritieni di conoscere bene: rimarrai sorpreso da quali gemme nascoste ti sono sfuggite e che puoi immortalare solamente con l’aiuto di un paio di mappe online.

Entra più nel dettaglio

Una volta che hai trovato l’area che veramente ti interessa utilizza le mappe dettagliate che forniscono dettagli precisi sui percorsi e sugli accessi. Per il territorio italiano ti consiglio di utilizzare il sito dell’istituto geografico militare.

A questo punto, controlla quando e dove il sole sorgerà e tramonterà. Non vorresti mai arrivare alla tua location dopo aver programmato tutto, per poi scoprire che il tuo soggetto è in ombra perchè il sole è coperto da una montagna, vero?

Dai un’occhiata a questo articolo per scoprire un ottimo servizio online utile a questo scopo.

 

2° comandamento: sii flessibile sul tuo programma.

Avevi programmato tutto perfettamente ma sei stato preso alla sprovvista dal tempo? Non demoralizzarti…. Sfrutta la situazione a tuo favore! Utilizza il cattivo tempo e sperimenta con esso. Il tuo piano deve essere flessibile in relazione agli imprevisti. Aspettati l’inaspettato e fai tesoro di esso!

Che cosa può andare storto, ti stai chiedendo? Bè, vediamo… Pioggie improvvise, venti forti, nebbia fitta, per quanto riguarda il tempo; ma può succedere anche che si presentino dei cambiamenti nel paesaggio stesso, negli alberi, nella flora, nel livello dell’acqua, se ci troviamo in presenza di essa. Sono tutte condizioni che modificano le nostre aspettative e che ci inducono ad improvvisare, il che, come ho già detto in precedenza, non è affatto uno svantaggio.

Il momento del piano B

E’ proprio ora che torna utile avere sempre un piano di riserva. Datti sempre un ampio spazio di tempo per recarti alla location designata, soprattutto se l’intento è quello di scattare all’alba o al tramonto.

Recati nel posto anche un’ora prima, perlustralo in lungo e in largo cercando la posizione che più si addice per un’ottima composizione ma, anche per inventarti una alternativa nel caso le condizioni cambiassero improvvisamente.

Tieni sempre pronto il piano B anche nel caso ti recassi in location nelle quali sei già stato e che conosci bene perchè ogni volta sarà sempre diversa dalla precedente: un tipo di luce diverso, un elemento differente nell’ambiente, i colori stessi della località in relazione al periodo dell’anno.Il pensiero di fondo qui, è che dobbiamo abituarci a pensare che non tutto andrà sempre come abbiamo stabilito noi, non importa quanto sia stata meticolosa e dettagliata la nostra ricerca – ma questo a volte ci fa bene e ci fa usare l’istinto, il quale può aiutarti a creare cose meravigliose.

 

Attrezzatura

attrezzatura fotografica con obiettivi grandangolari e teleobiettvi

3° comandamento: non solo obiettivi grandangolari, sperimenta.

Se provi ad utilizzare anche obiettivi zoom e teleobiettivi, ti accorgerai di quanta creatività possono sviluppare e come puoi sfruttare il paesaggio e i suoi elementi in modo completamente diverso ed unico.

La maggior parte dei fotografi scatta l’80% delle fotografie di paesaggio con un obiettivo grandangolare, ma fa sempre comodo avere a portata di mano un obiettivo più lungo in modo da poter riprendere quei particolari e dettagli che risultano troppo lontani dalla nostra posizione.

Scattare i dettagli a distanza significa creare quel tipico effetto di prospettiva compressa dove il primo piano risulta molto vicino allo sfondo. Più ti allontani dal soggetto e più l’effetto si amplifica, ma questo significa anche che avrai bisogno di un obiettivo con una lunghezza focale maggiore.

Panorama

Un suggerimento molto interessante che ti posso dare a proposito dell’utilizzo di teleobiettivi nella fotografia di paesaggio riguarda i panorami.

Quando decidi di scattare un panorama con un grandangolare, almeno una piccola parte dell’immagine viene distorta, rendendo difficile l’unione delle sequenze in post-produzione.

Utilizzando un teleobiettivo la prospettiva dell’immagine rimarrà più naturale.

 

4° comandamento: non utilizzare filtri ND graduati ad ogni scatto

Non sempre l’utilizzo di filtri porta benefici, a volte finisce per creare anche alcuni problemi. E’ utile quindi conoscere alcuni trucchetti su come utilizzarli.

Il consiglio principale è quello di riprendere lo scatto direttamente nella fotocamera utilizzando un filtro ND graduato per catturare a pieno i dettagli del cielo e del paesaggio durante le Golden Hours in una fotografia di paesaggio.

Ecco un set di filtri ND graduati  che utilizzo e che posso consigliarti, con un ottimo rapporto qualità/ prezzo.

Ma ci sono casi in cui è meglio scattare senza l’ausilio di filtri.

Uno dei casi più classici è quando nella composizione hai montagne, edifici o alberi che si trovano sopra la linea dell’orizzonte e il sole è basso nel cielo. Se utilizzi un filtro ND in queste condizioni, ti troverai con la parte della scena sopra l’orizzonte completamente oscurata.

Questo rende riconoscibile l’utilizzo di un filtro, in quanto è impossibile avere sia i dettagli delle zone di luce che quelli delle zone di ombra in una unica esposizione.

Consiglio top

Puoi risolvere il problema utilizzando lo strumento “filtro graduato” presente nei software di post-produzione come Lightroom o Photoshop, oppure, come io preferisco fare, scattare due fotografie mentre mi trovo ancora sul campo. Una esposta per il cielo e le aree più luminose, l’altra esposta per le ombre. Dopodichè ti basterà aprirle in Photoshop, creare una maschera di livello e  dipingere correttamente le aree esposte in ogni livello.

 

Siamo giunti quasi a metà della nostra tavola dei comandamenti. Prima di proseguire fai un pausa veloce e rilassati dando un’occhiata al mio Portfolio. Potrai così farti un’idea visiva di quello di cui stiamo parlando e, se trovi qualche immagine che ti colpisce in particolare, puoi anche scaricarla direttamente sul tuo PC.

 

Sfruttare la location

sfruttare la location cambiando prospettiva e sfruttando le condizioni climatiche

5° comandamento: approfitta di ogni condizione climatica

Scattare fotografie di paesaggio durante una tempesta ti assicurerà scatti veramenti impressionanti, ma non dimenticarti mai che la tua sicurezza viene prima di tutto.

Le  fotografie di paesaggio dove il sole ci regala una luce morbida e calda durante un’alba oppure un tramonto piacciono a tutti, ma siamo naturalmente più attratti dalla prospettiva di una tempesta imminente o da condizioni climatiche che prevedono un elemento imprevedibile e drammatico.

Questo non perchè ci piace essere bagnati dalla pioggia o essere colpiti da una burrasca, ma perchè la luce, i colori e i dettagli che possiamo ottenere prima o dopo una tempesta sono i più accattivanti per la fotografia di paesaggio.

Prendi tutte le precauzioni quando sei là fuori

Non sottovalutare mai madre natura e le sue forze, assicurati di essere sempre fuori rischio e di avere il giusto abbigliamento in caso di pioggia, vento, temperature estreme.

Non dimenticarti, inoltre, di proteggere la tua attrezzatura fotografica tenendola sempre asciutta e al sicuro. Procurati uno zaino robusto o meglio uno zaino fotografico.

Portati sempre un sacchetto di plastica impermeabile in modo da coprire la tua fotocamera in caso di pioggia e, inoltre, panni in microfibra e altri per asciugare e pulire il corpo macchina e gli obiettivi.

6° comandamento: cambia posizione e prospettiva

Esplora a fondo la location perchè potresti trovare il punto di vista che è sfuggito a tutti gli altri.

Non è difficile fare la ricerca di una location, ottenere le informazioni importanti e presentarsi sul posto pronti a scattare quello che abbiamo visto da casa accontentandoci della prima composizione che sembra soddisfarci.

La vera sfida dopo che hai fatto tutte le accurate ricerche è quella di arrivare sul campo e prenderti il tempo necessario per perlustrare la zona, cercando di valutare tutti i punti di vista possibili e provando a posizionare i diversi elementi in primo piano e sullo sfondo.

Questo probabilmente ti consentirà di ottenere lo scatto di una location già nota ma con una prospettiva non ancora vista.

Utilizza questa tecnica soprattutto quando sei in presenza di una montagna o di un lago, dove i possibili punti di vista sono distanti tra loro.

 

Composizione

composizione semplice e pulita nella fotografia di paesaggio

7° comandamento: non fossilizzarti sulla regola dei terzi

E’ un’ottima consuetudine seguire le regole ma, talvolta, nella fotografia di paesaggio, è bene lasciarsi andare alla creatività e scoprire come questa può modificare la percezione di quello che stai per fotografare.

Le regole di composizione si adattano a tutti i generi fotografici, e la regola dei terzi ( che si ottiene dividendo la composizione in una griglia formata da 9 quadranti e posizionando il punto focale e/o i soggetti sulle intersezioni di queste linee) è forse la più utilizzata nella fotografia di paesaggio.

Ma nella realtà, l’utilizzo accademico e ripetuto di questa regola applicato ad ogni singola fotografia che scatti può portare ad un senso di ovvio e noioso. Quindi sì, hai capito bene… Nella fotografia hai la possibilità di infischiartene delle regole! Fossi in te ne approfitterei!!

Un altro fattore da tenere in considerazione è che anche la natura non segue sempre le regole. Non sempre quello che stiamo per fotografare si adatta perfettamente alla regole dei terzi… E’ come quando trovi un capo di abbigliamento che ti piace moltissimo ma una volta che lo indossi non sembra starti come lo immaginavi… Ecco, la stessa cosa può succedere con una fotografia di paesaggio!

Quindi lascia che il soggetto della scena influenzi la composizione e ne diventi il vero protagonista, piuttosto che obbligarlo a conformarsi alla regola dei terzi e perdere, così, l’elemento creativo.

 

8° comandamento: mantieni la composizione semplice e pulita

Quando inizi a far pratica con la  fotografia di paesaggio non dimenticarti mai: less is more. Meno è meglio. In questo modo riuscirai a focalizzare l’attenzione su ciò che davvero è importante nella tua composizione.

Creare la composizione di un paesaggio che risulti unica e di impatto riguarda più quello che decidi di escludere dalla scena piuttosto che quello che decidi di mantenere al suo interno. Ma tante volte, davanti ad un meraviglioso panorama è difficile decidere cosa escludere e cosa no, quindi puoi usare questa semplice tecnica.

  1. Decidi quale parte della scena vuoi che rimanga nella composizione. Di solito questo è l’elemento che ti ha attirato e che ti ha fatto pensare di scattare una fotografia proprio in quel punto; potrebbe essere una montagna, un albero, un sasso, o anche solo un colore particolare in primo piano.
  1. Tenendo in considerazione il soggetto scelto, inizia ad includere altri soggetti nella                                                                   scena, uno alla volta, per vedere se si adattano bene al resto della composizione senza distogliere l’attenzione dall’elemento principale.
  1. Controlla che tutti gli elementi presenti nella scena si accostino bene con il resto della composizione e che il soggetto principale rimanga sempre il punto in cui l’occhio di chi guarda la fotografia viene indirizzato.

 

Stiamo per scoprire gli ultimi comandamenti della fotografia di viaggio ma, se non vuoi perderti i prossimi nuovi post, inserisci qui la tua mail e rimarrai aggiornato su ogni nuovo contenuto!

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Ottieni sempre il meglio dalla scena

la fotografia di paesaggio in bianco e nero

9° comandamento: pensa anche in bianco e nero

Allenati a capire quali sono quei tipi di ambientazioni che si possono prestare bene ad una fotografia di paesaggio  in bianco e nero. Questa scelta cromatica può sconvolgere e conferire unicità e stile anche a paesaggi già conosciuti e fotografati.

Quali sono le condizioni che ci possono spingere a pensare in bianco e nero?

Pensa ad un cielo grigio e nuvoloso, che già di suo presenta tonalità monocromatiche. Oppure, più semplicemente, ad un cielo azzurro con soffici nuvole ben evidenti.

Queste due condizioni producono risultati molto diversi e di conseguenza richiedono anche diversi procedimenti di post-produzione. Risulterà sicuramente più semplice l’elaborazione di un cielo blu accompagnato da un paesaggio illuminato da una forte luce.

L’importante, in quest’ultimo caso, è assicurarti di aver catturato tutta la gamma di colori presenti nella scena. La conversione a bianco e nero risulterà piuttosto semplice. Basterà un rapido post-processing in Lightroom o Photoshop per scurire i toni blu e aumentare il contrasto.

Quando si ha una fotografia di paesaggio con un cielo grigio e nuvoloso, invece, sarà leggermente più complicato. Convertiremo l’immagine in bianco e nero e ci concentreremo nello schiarire e scurire aree specifiche dell’immagine, utilizzando anche i filtri graduati.

10° comandamento: torna nelle location dove sei già stato

Ogni volta che visiti una location acquisisci nuove informazioni su di essa. Questo ti permette di conoscerla sempre meglio e, di conseguenza,  di ottenere un risultato ogni volta migliore.

Tutti abbiamo la tendenza a visitare un posto nuovo ogni volta, come se questi posti si trovassero su una lista della spesa, per avere nuove informazioni e ispirazioni, ma è anche bene essere consapevoli del fatto che è quasi impossibile avere lo scatto perfetto di una certa location quando la si visita solo una volta.

La fotografia di paesaggio vuole essere un processo ripetitivo; ci rechiamo più volte nella stessa location perchè sappiamo che il modo in cui la luce, le stagioni e il tempo cambiano lo scenario, ci regalerà sempre un elemento di unicità ed irripetibilità. Questo è uno degli aspetti fondamentali che compongono la fotografia di paesaggio.

Risparmia tempo

Tornare in una location che conosci già molto bene ti permetterà di risparmiare tempo sullo studio dell’area e di focalizzarti di più sulla ricerca delle giuste prospettive, composizioni e soggetti che  potrebbero esserti sfuggiti la volta precedente.

 

Conclusione

Ora che hai letto con attenzione tutti e 10 i comandamenti della fotografia di paesaggio e che hai un’idea precisa su come pianificare i tuoi scatti, che tipo di attrezzatura utilizzare, come sfruttare la location in cui ti trovi, come ottenere un’ottima composizione e come ottenere sempre il massimo dalla scena che hai davanti, sei pronto ad uscire là fuori e cominciare a scattare bellissime fotografie di paesaggio.

Allora rispetterai i comandamenti della fotografia di viaggio?! Ne hai altri che conosci e che vuoi condividere? Lascia un commento qui sotto e magari fammi sapere se queste regole ti sono servite sul campo 😉

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